giovedì 3 gennaio 2008

Proverbio n. 178

Pérder la mérda par la strè.
Avere molta fortuna.

Proverbio n. 177

Pàn cót e pàn buiié: tra' una vàssa e t'l'è padé.
Alimenti di facilissima digestione.

Proverbio n. 176

Ót àur un córp, nóv àur un pórz.
Per dormire bastano 8 ore.

mercoledì 2 gennaio 2008

I LOVE BOLOGNA di Sergio Angeli

A volte mi chiedo "perché" uno debba scrivere un libro e la domanda è ancora più strana se fatta da me che, com'è noto, sono un incallito grafomane. Credo che non basti "voler" scrivere, ma che occorra sopra tutto "aver qualcosa di nuovo o interessante da dire"!
Qui non c'è quasi nulla di nuovo e poco d'interessante, tuttavia non posso dire che il libro non mi sia piaciuto in assoluto (almeno l'ho letto fino in fondo!), poiché vi ho trovato qualche idea condivisibile e qualche descrizione spiritosa, ma credo di non poter dire nient'altro di positivo. Di più potrei dire di negativo, ma si tratta beninteso di pareri personali che sono perfettamente opinabili e…contestabili:
- il libro s'intitola (tradotto in italiano) "Io amo Bologna", ma avrebbe dovuto chiamarsi più propriamente "Io odio Bologna", poiché vi sono elencati quasi soltanto i difetti della città e dei suoi cittadini, difetti che peraltro sono comuni alla quasi totalità delle città d'Italia!
- il sottotitolo "la bolognesità spiegata ai bolognesi" lo trovo del tutto fuori luogo, sia perché essa non viene affatto spiegata, sia perché un NON bolognese non può pretendere di venire a spiegare A ME la mia identità!
- L'Autore (probabilmente toscano o nord-emiliano, a giudicare dal cognome, ma si guarda bene dal dirlo!) non può pretendere che abitare a Bologna da 35 anni, significhi automaticamente avere capito lo spirito della città; egli infatti ha due tipici difetti dei moltissimi "trapiantati" che ho avuto modo di conoscere:
a) pur sforzandosi di parlarne bene, pur vivendoci egregiamente, pur non avendo nessuna intenzione di tornare al loro Paese, non riescono a …non parlare male di Bologna!
b) pur abitandovi da anni non riusciranno mai a calarsi appieno nella nostra mentalità: il meridionale resterà sempre suscettibile, il toscano fazioso, il piemontese introverso ed il veneto …spaesato!
- Mi ha colpito lo stile di questo scrittore il quale è sicuramente un dilettante (come me) e un non-intellettuale (come me), tuttavia da un lato usa parole ricercate e immesse quasi per forza in un contesto che ne potrebbe fare a meno, dall'altro lato, forse per dimostrare ciò che egli non è (guarda caso, un difetto che ascrive ai bolognesi!), usa uno stile difficile da leggere e a tratti addirittura soporifero. Uno stile ora barocco, ora bizantino che costringe il lettore a rileggere ed a faticare per capire, ciò che va a scapito della chiarezza e della genuinità.
- Molti argomenti appaiono tirati per i capelli e diverse citazioni di locali pubblici e personaggi attuali, sembrano quasi "spot" pubblicitari (a pagamento!) come quelli ai quali, ahimé, ci ha abituati la TV. Al contrario io penso che satira ed ironia debbano essere sempre a 360 gradi, senza condizionamenti o servilismi.
- Ciò che mi ha sorpreso maggiormente è la punteggiatura, opinabile e sconclusionata, di tutto il libro (non sono rare le virgole seguite da lettera maiuscola e le virgole messe dove non servono affatto) e alcuni incredibili errori, anche di grammatica! Tralasciando i vari congiuntivi mancati e pronomi dimenticati,sono rimasto sorpreso da un "lo suocero" (la prima volta ho pensato a un refuso, ma la seconda volta mi sono convinto che l'Autore è diventato "bolognese" dove non importa!) e da un "grattacelo" la cui mancanza della "i" mi ha fatto pensare d'acchito all'ordine dato a qualcuno di grattarcelo:" Gràttacelo!". Mancano clamorosamente alcune virgolette o corsivi per le citazioni di parole strane, straniere o dialettali e, a proposito di dialetto, pare che il nostro grande Alberto Menarini abbia studiato per niente: non esiste una sola citazione in dialetto che non contenga almeno un errore d'ortografia, almeno dell'ortografia menariniano, poiché continua la grafia imprecisa ed approssimativa dell’800!
- Fra le varie citazioni inesatte, salta agli occhi un "Pelizza" da Volpedo al cui nome manca una "l", almeno secondo ciò che dice l'Enciclopedia, ma ciò che è più grave è il suo "Terzo Stato" che in realtà è "Quarto"!
Credo che l'Autore dovrebbe curare una seconda edizione, sfrondando il superfluo, modernizzando lo stile e poi, prima di pubblicare, far correggere ad un esperto ed affidarsi ad un correttore di bozze serio.
Dovrebbe inoltre verificare alcune sue affermazioni che a me risultano inesatte: "la Gira", squadra di basket che, secondo lui, dovrebbe il suo nome a "gira la bàla", si chiama innanzitutto "il Gira" ed è una società sportiva che nacque negli ani '20 del '900 come società ciclistica intitolata al grande campione Costante Girardengo, il cui nomignolo era appunto "Gira", che poi aggiunse un settore motociclistico ed infine una sezione di pallacanestro: la sola rimasta anche oggi che il vecchio "Gira" è stato… retrocesso a squadra cestistica di Ozzano! Quanto al grido di battaglia "e par la bèla bàla un óc' am bàla" (detto derivato scherzosamente dalle varie "Amba" della Guerra d'Africa!) esso era il "peana" del Gira e non della Virtus! Queste cose le so perché dal 1953 al 1960, quando ancora il signor Angeli risiedeva nella sua città natale, io ero già socio e tifoso del "Gira", quando era una delle migliori squadre del campionato italiano di basket e quando mio padre, per breve tempo, fu uno dei 2 vice-presidenti! Pertanto mi sentirei di ringraziare il signor Angeli per l'omaggio fatto alla mia città (sempre che si tratti di vero amore e non di altro), ma di consigliargli contemporaneamente di lasciare perdere la "bolognesità": egli non la può insegnare, poiché è la sola cosa che gli manca completamente!
Ai bolognesi può insegnare un po' della loro storia, questo sì, ma nient'altro!
Non bastano 35 anni di residenza e sono più propenso a credere che occorrano (è una sua citazione) almeno tre generazioni.
Conosco un uomo nato a Bologna 60 anni fa da genitori napoletani, che parla un ottimo dialetto, che si definisce "borghigiano di Borgo San Pietro", quando ormai da oltre un secolo il concetto di "borgo" a Bologna è ormai svanito, che ha in poca simpatia i "marocchini", ma che sotto sotto conserva un "imprinting" che resta inequivocabilmente partenopeo. Amare la propria città è bello e giusto, amare la città scelta per viverci è comprensibile, ma non bisogna spacciarsi per ciò che non si è: essere bolognesi (o romani, o milanesi, o napoletani) non significa solo essere nati o vivere da anni in una città, ma significa avere nel sangue lo spirito di quella città e questa è una cosa per cui non basta una vita, una cosa che si tramanda di padre in figlio per generazioni, insomma: una delle poche cose veramente difficili da contraffare! Non basta prendere uno "shaker", mettere un pizzico di storia antica, di personaggi antichi e attuali e di parole in dialetto, agitare e… scodellare un libro su Bologna. Figuriamoci sulla "bolognesità"! Ma adesso basta con le critiche: chiedo scusa all’Autore per la mia franchezza e torno ad occuparmi dei difetti MIEI!
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Paolo Canè

LE FAMIGLIE DI BOLOGNA (parte 3)

FAMIGLIE / PALAZZI / LOCALITA' E VARIE INFORMAZIONI
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FABBRI / Via S. Vitale, 51 / 1783 - poi G.B. MARTINETTI
FACCHINETTI / Via S. Gervasio / palazzo abbattuto
FANTUZZI / Via S.Vitale, 23 / nemici dei Marescotti
FAVA-GHISILARDI / Via Manzoni (già Galliera) / ora Museo Civico Medievale
FELICINI / Via C. Battisti, 23 / ricchissimi banchieri
FELICINI / Via Riva Reno, ang. Galliera / ------
FIGALLO / Strada Maggiore, 1 / ------
FRANCHINI / Via S. Vitale, 31 / ------
GALLI-BIBIENA / Via Guerrazzi, 16 / ------
GALLUZZI / Corte Galluzzi / guelfi - XII-XIII sec. nemici Carbonesi una delle più turbolente famiglie
GANZOLI / Vicolo Gangaiolo / esistenza incerta
GARDINO / Via Azzogardino ? / Azzo, 1200
GARISENDI / Via de' Giudei / case (e vicina torre)
GAROFALI / Via Garofalo / una famiglia o un'osteria?
GESSI / Strada Maggiore / originari di Zappolino
GESSI / Via de' Gessi / già SASSONI 1480-1483
GHISELLI-VASELLI / Via S.Stefano, 63 / ------
GHISILIERI / Via U. Bassi-Malpighi / ex Hotel Brun – distrutto
GIOANNETTI / Strada Maggiore, 13 / ------
GIOVANNETTI / Via Falegnami / ------
GOMBRUTI (DE') / Via Gombruti / ------
GOZZADINI / Via S. Stefano, 36 / oggi ZUCCHINI
GRASSI / Via Marsala / forse d'origine polacca
GRATI / Strada Maggiore, 49 / originariamente INGRATI
GRIFFONI / Via Barberia-Barbaziana / secondo ramo dei Griffoni
GRIFFONI / Via Griffoni / guelfi - ramo estinto nel '400
GRIMANI / Via S. Vitale, 49 / ------
GUARDINI / Via Lame, 24 / costruzione del 1570
GUASTAVILLANI / Via Castiglione, 20/22 / e molte altre proprietà
GUICCIOLI / Via Strazzacappe / ------
HERCOLANI / Strada Maggiore, 45 / palazzo di fine '700
HERCOLANI / Via S. Stefano, 30 / merciai poi principi
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Paolo Canè

Proverbio n. 175

Nàser col cavécc'.
Nascere fortunato (maschio).

Proverbio n. 174

Méttr'al cùl a móii.
Andare al mare (o anche l’avvicinarsi della stagione piovosa).

Proverbio n. 173

Métters a cùl busàn.
Mettersi in posizione ambigua.

Proverbio n. 172

Mérd cómme la lòcch.
Sporco come la pula delle biade.

Proverbio n. 171

Mèrd cómme al bastàn dal pulèr (cómme la póppla).
Molto sporco.

lunedì 31 dicembre 2007

LE FAMIGLIE DI BOLOGNA (parte 2)

FAMIGLIE / PALAZZI / LOCALITA' E VARIE INFORMAZIONI
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CALCASPINAZZI / Via Calcaspinazzi / esistenza incerta
CACCIANEMICI / P.zza Minghetti / ora PALTRINIERI-POLICARDI con incorporata torre Pascipoveri
CACCIANEMICI / Via de'Toschi, 11 / ODALDI (piccoli)
CACCIANEMICI / Via Zucchini (già Galliera) /DALL'ORSO (grandi)
CALDERINI /Piazza Calderini / ------
CAPRARA / Via IV Novembre, 22-24 / 1806-Napoleone, ora Prefettura
CARBONESI / Via Carbonesi / ghibellini XII-XII secolo-nemici Galluzzi storia di Virginia Carbonesi e Alberto Galluzzi
CARRARI / Via Marchesana / poi FOSCHERARI
CARRATI / Via Guerrazzi, 13 / Accademia Filarmonica
CASTAGNOLI / Via Castagnoli / varie case
CASTELLI / Via N. Sauro / poi DALL'OCA-DALL'ORSO
CASTELLI / Via Porta Castello / conti
CATTANI / Vicolo Cattani / da Monteveglio - fam. estinta
CENTOVERSI / ------ / ------
CHIARI (DE') / Via de' Chiari / ghibellini
COLTELLI / Via Coltelli / o DAL COLTELLO
COLTELLINI (DE') / Via de' Coltellini / ------
CONOSCENTI / Via Manzoni / resti cerchia selenite
CONOSCENTI / Via Porta Castello / la più bella casa del '300
COSPI / Via Castiglione / ------
DAL CARRO / Via del Carro / esistenza incerta
DAL FERRO / Via Guerrazzi, 26 / Scipione Dal Ferro
DAL LUZZO / Via del Luzzo / ------
DAVIA-BARGELLINI / Strada Maggiore / cariatidi e museo
DE' PRETI / Via de' Preti / ------
DELLE CASELLE / P.zza S. Michele-Asini / case atterrate a damnatio memoriae
DONZELLI / Via delle Donzelle / o DELLE DONZELLE
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Paolo Canè

Proverbio n. 170

Mé at al càz int al cùl!
No davvero!

Proverbio n. 169

Marcànt e pórz: pàisel mórt!
Aspettare per valutare.

Proverbio n. 168

Magnèr sàul di cùl d'usgnù (ed lusgnù).
Essere di gusti ricercati (e consiglio ironico per chi soffre di stomaco).

Proverbio n. 167

Magnèr pàn e spudàc'.
Mangiare poco.

domenica 30 dicembre 2007

LE FAMIGLIE DI BOLOGNA (parte 1)

Chi erano i nostri antichi concittadini eminenti? Era gente d’ogni tipo: guelfi, ghibellini (a Bologna Geremei e Lambertazzi), banchieri, commercianti, tiranni, banditi, fuori usciti da altre città ed aristocratici. Insomma, era gente che si dava da fare! Nel corso della mia continua ricerca, sono riuscito ad elencare circa 200 famiglie e palazzi, indicando, dove possibile, la loro ubicazione e qualche particolare caratteristica, sempre in modo molto succinto. Palazzi che datano dal '200 all'800, molti dei quali fanno tuttora bella mostra di sé per le vie di Bologna.
I palazzi dei Senatori dovrebbero essere una quarantina e sono quasi tutti in questo elenco, ma è ovvio che essi, come anche le famiglie importanti, erano ben di più e in gran parte sono andati distrutti i palazzi stessi ed estinte le famiglie.
I cognomi riecheggiano, in buon numero, nei nomi delle strade, ma anche nel nostro elenco telefonico! Bolognesi (e non) che hanno fatto la storia, nel bene e nel male, la gloria e la ricchezza di Bologna ed è giusto ricordarli.
Palazzi distribuiti un po' dappertutto nel centro storico, ma le strade che ne hanno in maggior numero e che sono anche le più belle, sono: Strada Maggiore, via Santo Stefano, via Castiglione, via San Vitale e Via Zamboni. Non è un caso che si tratti di tutto il sud-est della città, zona che non ha subìto bombardamenti, né distruzioni, né sventramenti di rilievo ed io sono particolarmente orgoglioso di questo fatto perché proprio in quelle zone sono nato ed ho sempre vissuto e sono le sole che ben conosco e che amo. Peccato che l'Uomo, il più grande costruttore e distruttore che ci sia, abbia cancellato tante bellezze nel corso dei secoli: come sarebbe bella Bologna se fosse rimasta come era nel Medioevo, almeno nel centro antico. Almeno esteriormente. Almeno per me!

FAMIGLIE / PALAZZI / LOCALITA' E VARIE INFORMAZIONI

ABBATI / Via Falegnami
ACCARISI / Via Drapperie / drappieri del 1200
AGRESTI / P.zza Galileo / case e torri
ALBÁRI / Via S.Nicolò / casa e torre
ALBERGATI / Via Saragozza / 1530-1560, oggi BERSANI-GALLETTI
ALBERICI / Via S.Stefano, 1 / torre e antica bottega
ALBIROLI / Via Albiroli
ALDINI / Osservanza / villa per Napoleone
ANGELELLI / Strada Maggiore / ora FAVA-SIMONETTI
ANSALDI / Via Farini /diverse case
ARIOSTI / Via Indipendenza / case abbattute per Seminario
ARIOSTI-FAVA / Via Manzoni-Indipendenza / case abbattute per Seminario
BARBAZZI / Via degli Olofredi / Andrea di Messina-Capostipite
BELLONI / Via Gombruti, 23
BENTIVOGLIO / P.zza Verdi / distrutto (ora è il Teatro Comunale)
BERO'-CARRACCI / Via Rolandino, 1 / XV sec. Accad. Incamminati
BIANCHETTI / Via Zamboni,9
BIANCHETTI / Vicolo Bianchetti
BIANCHI (DE') / Via S.Stefano
BIANCHINI / Via S.Stefano, 20 / dal Mugello - locandieri e poi marchesi
BISCIA / Via S.Stefano, 71 / già DE' BIANCHI - ora CALARI CORTICELLI
BOCCADIFERRO / Via C. Battisti / dal Frignano - seguaci Bentivoglio
BOCCADIFERRO-SAVI / Via de' Poeti, 8
BOCCHI / Via Goito
BOLOGNETTI / Strada Maggiore
BOLOGNETTI / Via S.Felice, 24 / del XV sec. ora PALLAVICINI ospitarono Mozart e GB Martini 1788
BOLOGNETTI-RAMBALDI / Via Castiglione / sulla torre Dalle Perle
BOLOGNINI / Strada Maggiore / compropr. Vic. Alemagna
BOLOGNINI / Via Castellata (696) / Originari di Lucca - Tessitori
BOLOGNINI / Via S.Stefano, 2 / palazzi ora SALINA-AMORINI - Capostipite Bolognino di Borghesano di Bonaventura
BONASSONI / Via Galliera
BONCOMPAGNI / Via del Monte / merciai (Papa Gregorio XIII)
BONFANTI / Strada Maggiore, 11
BONORA / Via S. Stefano, ? / bellissimo cortile
BORCHETTI / Vicolo Borchetta / famiglia dell'XI secolo
BORGOLOCCHI / Borgo Locco / notizie dal 1460
BOSCHI / Via Castiglione
BOSDARI / Via S. Stefano, 75 / già AGOCCHI
BOVI-MONTEBUGNOLI / Via S. Stefano, 17 / TACCONI – arch. gotica bolognese
BOVIO / P.zza Minghetti / ora BERNAROLI
BUFONI (DE') / Vicolo Bufoni
BUOI (DE') / Via Falegnami
BUOI (DE') / Via de' Poeti / pozzo dell'acqua buona
BUOI (DE') / Via Oberdan, 22-24 / immagine del cane "Tago"
BURIANI / ------ / provenienti da Genova
BUTTIERI-BOTTIERI / ------ / guelfi di Firenze-strazzaroli
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Paolo Canè

sabato 29 dicembre 2007

Proverbio n. 166

Màgna bàn, chèga fórt e n’avàir póra d’la mórt.
Bisogna aver cura del proprio corpo.

Proverbio n. 165

L’usèl an vól pensìr.
Occorre serenità per fare l’amore.

Proverbio n. 164

L’umarén dal pàvver (che quànd al chèga al vól da bàvver).
Definizione scherzosa di un ometto.

Proverbio n. 163

Lulé? An sò gnànch s’al péssa!
Quello? Non me ne curo affatto!